
La M.O. deve possedere tre requisiti che ritengo imprescindibili per poter considerare, per quanto possibile ed il paziente lo consenta, in tutta la sua complessità il soggetto che abbiamo di fronte.
Deve essere:
Etiopatogenetica
Multidottrinale
Analogica
Con il termine, etiopatogenetica, si vuole sottolineare la fondamentale importanza che tale metodologia riserva alla individuazione della causa primaria responsabile del disequilibrio del paziente, il cui compenso spontaneo e quindi non gestito, è causa dei sintomi che conducono il soggetto dal medico.
Al medico olistico, sono necessarie non solo competenze accademiche solide che consentano di contestualizzare in modo mirato il sintomo che ha condotto il paziente da lui, ma riteniamo debba avere una preparazione multidottrinale così da poter fruire di semeiotiche appartenenti ad un sapere medico diverso da quello accademico e attualmente considerate non convenzionali, spesso in grado di consentire l’identificazione della etiopatogenesi originale e causativa.
Certamente appare utile saper cogliere gli aspetti analogici che possono emergere da un corretto rilievo della cartella clinica, da un esame obiettivo che potremmo definire accademico e la messe di segni ed indicazioni che emergono dall’utilizzo delle semeiotiche, non convenzionali, da sempre attente alla interazione tra i bisogni dell’uomo (non le necessità) e le leggi della natura della quale ritiene essere l’espressione più alta.
Faccio queste considerazioni, per altro già precedentemente espresse, per sottolineare quanto sia necessario porre l’accento sulla opportunità di mantenere alto il valore antropologico dell’atto medico. Esso non può e non deve essere solo orientato a risolvere farmacologicamente il sintomo, ovvero essere solo asservito alla evoluzione scentifico-tecnologica, considerata l’ausilio elettivo per definire in termini matematici tutti gli aspetti della complessità dell’Io. Ribadisco con forza che le leggi della natura hanno in sé alcuni tratti non negoziabili, pena la rottura del rapporto comunicativo tra il microcosmo ed il macrocosmo che ognuno di noi concorre a costituire
La riscoperta delle antiche radici che hanno nutrito la medicina occidentale suggerisce la possibilità di nuove e più articolate dinamiche nel rapporto medico – paziente, spingendoci a reinterpretare in chiave olistica il valore semantico dei termini salute e malattia.
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